Le architetture religiose
|
Sul territorio sangiulianese è rintracciabile e visitabile una ricca rete di architetture religiose che, fatta eccezione per il suggestivo monastero-romitorio paleocristiano di Rupecava e la Pieve di Rigoli (800), viene costruita prevalentemente, in "stile romanico", tra il 1000 ed il 1200. Il principale motivo di questa datazione risale probabilmente alla difficoltà da parte della Chiesa cattolica, dopo la caduta dell'Impero Romano, di erigere ovunque pievi e chiese senza urtare la suscettibilità dei "barbari" invasori dell'Italia. Si registra allora il cosiddetto "boom" delle chiese erette nei castelli, nei borghi, nelle città o nelle piazze dei mercati, anche in diretto antagonismo dei "palazzi del popolo" e dei pochi castelli rimasti. Lo "stile romanico" viene sostanzialmente scoperto a imitazione delle antiche vestigia romane ancora superstiti e realizzato con una tecnica "primitiva e povera" utilizzando, nei "muri a secco" ,le pietre. Prediletto spesso da anonimi capomastri, all'architrave, l'arco romano a pieno sesto, ed alle colonne spesso "riciclate" ,vengono affiancati efficaci pilastri anch'essi in muro a secco. |
Nel 1200 si assiste ad un consolidamento dello stile romanico, accostando, per esempio, il marmo alla pietra, ma con uno slancio che si esaurirà nel 1300 quando al "romanico" seguirà lo "stile gotico" che alla pietra prediligerà il "cotto". Uno stile che sarà il preludio alla costruzione, accanto alle chiese, di ambiziose abitazioni a cui seguiranno le ville ed i palazzi del 1400 e 1500.
Accanto a quella in stile, è comunque presente un'altra architettura religiosa con presenze anche di epoche più recenti, ma caratterizzanti spesso il costituirsi di comunità locali.In una sorta di itinerario delle architetture religiose possiamo decidere di partire dal Nord del confine comunale dove, a Ripafratta, si trova il monastero-romitorio chiamato Eremo di Rupecavo - famoso sin dai riti Bacchici e Lupercali -, nelle cui due grotte fu istituito un refettorio per i monaci e dove,nel 1600, pare si fermò anche S. Agostino d'Ippona per compilarvi il "De Trinidade". Nella solita frazione, da vedere la chiesa di S. Bartolomeo e quella della Compagnia del SS. Sacramento.
|
A Pugnano si trova la pieve di S. Maria e S. Giovanni (1050) ed il monastero di S. Paolo di Pugnano (1086). La prima con un'unica ed ampia aula rettangolare con tribuna semicircolare e con duecentesca aggiunta della seconda navata anch'essa absidata, fino alla seconda guerra era dotata di una maestosa Torre Campanara , oggi ricostruita . Della chiesa del monastero di S.Paolo rimangono fortunatamente le strutture originali utilizzate come supporto del ripristino romanico dell'edificio rovinato nel 1168 dai lucchesi. La chiesa primitiva era ad una navata absidata con facciata priva di elementi plastici con arco a pieno centro rialzato ed architrave monolitico. Successive modifiche tra il 1100 e 1200 hanno impreziosito la facciata con alcuni elementi architettonici. |
|
A Rigoli si trova la Pieve di Rigoli, una perla architettonica dell'VIII secolo. Unica chiesa del territorio con ampia struttura a tre navate, ciascuna delle quali con abside semicircolare, conserva tracce della sua formazione come una delle più antiche testimonianze "viventi" di chiesa battesimale, con vasca custodita all'interno. |
|
A Campo troviamo una chiesa intitolata a S. Bartolomeo le cui strutture più antiche risalgono al X - XI secolo. Sempre a Campo da visitare la chiesa di S. Lorenzo. |
|
Tornando al Capoluogo di S. Giuliano, in località Bottano a Gello, si può scoprire in una corte l'antica chiesa di San Cristoforo, oggi detta "dell'Assunta" , con una facciata ancora ben conservata risalente al periodo della sua edificazione, agli inizi del 1200.
|
.


